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12 luglio 2026

Come scegliere un interior designer: la check-list di un architetto

Un cattivo progettista è quasi impossibile da riconoscere dalle immagini: oggi i render sono belli per tutti. La differenza tra un professionista e un «artista» emerge dopo, quando l’impresa apre i disegni e comincia a fare domande a cui il progetto non risponde. Questa check-list vi aiuta a verificare l’essenziale prima di firmare.

Guardate il contenuto del progetto, non le immagini

Chiedete al candidato l’intero pacchetto di documentazione esecutiva di un progetto già concluso. Oltre ai render, un pacchetto professionale deve contenere:

  • rilievo e piano delle demolizioni;
  • soluzione distributiva con la disposizione degli arredi;
  • piante di pavimenti, controsoffitti e illuminazione quotate;
  • schema di prese e punti elettrici riferito ad arredi ed elettrodomestici;
  • prospetti delle pareti nelle zone complesse: cucina, bagni, cabine armadio;
  • abaco dei materiali di finitura con le specifiche.

Se vi mostrano solo un album di bei render, avete davanti un decoratore, non un progettista. L’impresa non può costruire da un’immagine e ogni dettaglio verrà «risolto in cantiere» a vostre spese.

Verificate come è organizzato il processo

Nella prassi internazionale il progetto è diviso in fasi obbligatorie: così funzionano la legge Merloni italiana e il RIBA Plan of Work britannico. Chiedete al candidato di quali fasi si compone il suo lavoro. La risposta corretta suona più o meno così: concept e distribuzione → budget → progetto esecutivo → direzione artistica. Ogni fase ha un risultato definito che voi accettate.

Deve mettervi in allarme l’assenza della fase di budget. Se il progettista disegna un concept senza conoscere il vostro limite di spesa, rischiate un progetto che costa il doppio di quanto siete disposti a spendere.

Che cosa deve contenere il contratto

  • Il contenuto della documentazione per ogni fase — in elenco, non «progetto d’interni chiavi in mano».
  • I tempi di ogni fase e le modalità di accettazione.
  • Il numero di revisioni incluse nel prezzo.
  • Le condizioni della direzione artistica: numero di sopralluoghi, che cosa comprende.
  • La responsabilità per errori nei disegni che abbiano imposto di rifare i lavori.

Tre domande che vi faranno risparmiare centinaia di migliaia

Ponetele al primo incontro e ascoltate non che cosa risponde il candidato, ma come.

  • «Come consegna il progetto all’impresa e come risponde alle sue domande durante il cantiere?»
  • «Che cosa succede se la realizzazione supera il budget?»
  • «Mi mostri un esempio di abaco materiali con codici e fornitori.»

Un progettista che risponde con calma e in modo concreto sa probabilmente gestire un progetto, non solo disegnare. Una risposta sicura sul processo è il miglior indicatore che i lavori finiranno senza rifacimenti.

In sintesi

Scegliete la procedura, non il gusto. Il gusto si discute e si corregge con un brief, mentre l’assenza di progetto esecutivo e di fasi non si cura in alcun modo: significa rifacimenti garantiti. L’analisi dettagliata di tutte le fasi, compresi i criteri di scelta del progettista e il modello di contratto, si trova nel modulo 2 del nostro corso «La casa dei tuoi sogni».

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